Fiore dei Liberi: Flos Duellatorum



La scherma di lancia e di spada a cavallo (Lance and Sword Fencing on horseback)

(An excerpt from "Flos Duellatorum: in armis, sine armis, equester et pedester", a cura di Giovani Rapisardi.  Gladiatoria)

Narra il catalano Ramon Llull, mistico e filosofo vissuto tra il XIII e il XIV secolo, che all'uomo scelto tra mille per gentilezza d'animo, lealta saggezza e forza, investito della missione di riportare la vertia e la giustizia nel popolo di Dio, fu dato per compagno l'animale piu bello e piu veloce, il cavallo, e per questo fu chiamato cavaliere. Per quanto leggendarie possano essere queste origini della cavalleria, e un dato di fatto che l'equitazione fosse un'arte basilare nella vita di ogni uomo medievale e, a maggior ragione, del nobile e dell'uomo d'armi. Montare a cavallo era insegnato agli adolescenti ancor prima del combattere e in un modo un po'brutale: erano infatti i giovani scudieri ad occuparsi della prima doma del puledro da addestrare e quindi a cimentarsi in veri e propri rodei, dal considerevole grado di pericolosita. Questo per allenarsi ad avere sempre il controllo sull'animale in qualunque situazione e soprattutto in combattimento, dato che il cavallo, per sua natura non molto coraggioso, poteva perdere la testa nel bel mezzo di una battaglia, mettendo in serio pericolo se stesso e il suo cavaliere. D'altra parte il destriero non era destinato ad avere vita molto lunga e il solo fatto di essere riuscito a sopravvivere a un paio di gattaglie gli faceva guadagnare un valore e una fama notevoli.
 

The Catalan Ramon Llull, a mystic and philosopher who lived between the XIII and XIV centuries, narrates that the man chosen from amongst thousands for gentleness of soul, loyalty, wisdom and strength, who was entrusted with the mission of bringing back truth and justice to the people of God, was given the most handsome and fastest animal as a companion, a horse, and because of this he was called a knight.  However legendary this origin of chivalry may be, it is a fact that horse-riding was a fundamental art in the life of every medieval man, and all the more so for the nobles and army men. Adolescents were taught how to mount a horse even before the handling of arms and in a more brutal manner: indeed it was the young squires who were in charge of the first taming of the foals to break them in and therefore to put themselves to the test of true and proper rodeos, with a considerable amount of danger.  This was to train them always to have control over the animal in any situation and above all in combat, given that the horse, by dint of its rather cowardly nature, could lose its head right in the middle of battle, putting both itself and its rider in serious danger.  On the other hand the war-horse was not destined to have a very long life and the sole fact of having succeeded in surviving a pair of battles earned it noteworthy valour and fame.

Last modified: February 3, 1999